lunedì 4 aprile 2011

Kindle 3 acquistato

Dopo aver letto diversi post su internet (alcuni riassunti in calce) e fatte le dovute valutazioni ho deciso per l'acquisto delll'Amazon Kindle 3. Come letto in rete, mi sono creato un account Amazon e sono andato direttamente sul portale americano perché da quello Italiano si viene rimandati su di esso. Ho subito escluso l'acquisto dell'alimentatore opzionale, perché:
  1. il Kindle può essere ricaricato tramite il cavetto usb in dotazione
  2. la durata della batteria è notevole, dato il basso consumo (nullo a pagina ferma) del dispositivo
  3. possedendo mia moglie un Ipod, si può sfruttare l'alimentatore di questo, che non è altro che una spina di corrente con una presa usb femmina, a cui attaccare il cavetto usb del Kindle
Ho anche valutato l'eventuale acquisto di una custodia, ma quelle proposte da Amazon, specialmente quella con la luce integrata nella custodia, avevano prezzi esorbitanti, anche in confronto al prezzo del Kindle.

Deciso quindi, il solo acquisto del Kindle ho inserito l'ordine il 22/3/2011 alle ore 17,52. Già il giorno dopo constatavo che il pacco era in viaggio con Ups, e da Newark, arrivava a Philadelphia e il 23/03/2011 alle 22 era a Colonia, in Germania. La mattina del 24/3/2011 alle 3 partiva per Roma, e già alle 9,42 Ups cercava di recapitarlo all'indirizzo indicato, ma il corriere non trovava nessuno. Alle 14,55 del 24, ricevo una telefonata dal conducente Ups che mi comunica del tentativo fallito di consegna; aggiunge anche che si può procedere con un secondo recapito il giorno successivo, oppure il pacco può essere lasciato presso il loro deposito alla Magliana. Dato che è vicino al lavoro, opto per questa seconda possibilità e alle 18,45 esco dal deposito dell'Ups con in mano il classico pacco in cui Amazon inserisce il Kindle.

Una rapidità impressionante di Amazon e il Kindle è nelle mie mani.

Questa una serie di link che ho consultato prima dell'acquisto:

martedì 15 febbraio 2011

Diabete sommerso, cominciamo la battaglia

Siamo stati al XIX Eudi Show di Bologna il 13/2, per seguire sopratutto il convegno organizzato dal DAN, Diabete ed immersione. In questo convegno è stato presentato il progetto Diabete Sommerso (il cui sito è ancora in costruzione), un progetto pilota, partito nel 2004, su iniziativa del Centro di Diabetologia dell'Ospedale Niguarda Cà Granda di Milano, che intende introdurre alla pratica delle immersioni subacquee con autorespiratore persone con diabete. Il Dott.Matteo Bonomo, Direttore del Dipartimento di Diabetologia del Niguarda, ha illustrato i risultati del progetto e il protocollo messo a punto per il controllo della glicemia pre-immersione. Dal 2004 sono stati fatti 7 corsi Oper Water, 2 corsi Advanced, e un Rescue, brevettando subacquei diabetici che non hanno avuto grosse problematiche.

Uno dei centri in cui sono stati organizzati corsi e che risulta più sensibile alla problematica è il Centro Sub Monte Conero, che ha visto la partecipazione al convegno con Marco Giuliano, detto il Guru.

E' stato anche annunciato che verrà fondata l'associazione Diabete Sommerso, il cui primo obiettivo è costituire entro l'anno una rete di Diving, uno per ogni regione, che possano accogliere subacquei diabetici. Inoltre verrà promossa la formazione per istruttori, perché possano integrare le loro didattiche con la semplice integrazione del protocollo.

Il contenuto importante del convegno è che, in presenza di un diabete ben compensato e con un adeguato controllo che inizia il giorno prima dell'immersione, fino a pochi minuti prima del tuffo, e con accorgimenti come stick di glucosio nel gav e tutto il gruppo ben informato, la subacquea non è attività preclusa ai diabetici. Speriamo che, da questo ottimo punto di partenza, si possa continuare affinché il mondo della subacquea (quindi didattiche e diving) divenga ufficialmente aperto anche ai diabetici.

domenica 19 dicembre 2010

Nascondere la lista di amici su Facebook a tutti

Cambiano spesso le modalità di configurazione del proprio profilo su Facebook. Ecco le semplici istruzioni per poter nascondere la lista dei propri amici a tutti, anche agli stessi amici.
  • seleziona Account (in alto sulla destra) e poi Impostazioni sulla privacy

  • seleziona Visualizza le impostazioni nella parte Connessione su Facebook

  • seleziona Personalizza accanto a Vedere la lista dei tuoi amici
  • Non resta che selezionare Solo io dall’elenco accessibile da Rendi visibile a e poi premere il pulsante Salva impostazione

venerdì 12 novembre 2010

Coltivare il proprio ottimismo

Oggi non lavoro, non sono in ferie, questa mattina non sono andato a donare il sangue, e non sono nemmeno malato, anzi, a dire il vero mi sento benissimo, eppure oggi non lavoro, non ho preso aspettativa e non ho chiesto ore di permesso, oggi non lavoro perché sono in cassa integrazione, non lavoro perché, per oggi, la società di cui sono dipendente, non è riuscita a trovarmi una qualche attività remunerata da effettuare, e sembra che non ci sia nessuno disposto ad offrire un qualche lavoro specializzato; posso dopo tutti questi anni di lavoro, finalmente concedermi l'immodestia di ritenermi persona specializzata eppure oggi non lavoro.


Dovrei sentirmi triste e abbattuto, eppure non mi sento così; ma come si fa a sentirsi triste, con questa giornata bellissima, che improvvisa s'è affacciata ? E a Roma, quando ti vengono a trovare queste giornate, proprio non ce la fai ad essere triste, seppur provi ad impegnarti. La bellezza di questa città emerge fuori così imponente che ti sembra di guadarla per la prima volta, ed invece la conosci così bene, per le mille giornate altrettanto belle che si è ostinata a regalarti, magari dopo una serie di temporali e acquazzoni dispettosi che venivano inopportuni.


La verità è che mi sto scoprendo persona ottimista, quando tutti mi hanno sempre additato come pessimista. E l'ottimismo non è una chiave che raccogli per strada da qualcuno che se l'è persa, non è per forza una cosa che ti nasce da dentro, che ti ritrovi lì, come fosse un altro organo che i tuoi geni ti hanno donato. L'ottimismo è un sentimento che puoi seminare e che va coltivato, a cui devi dedicare quel tempo che ci vuole. Ed io, agricoltore scettico, me lo sto ritrovando cresciuto, di bell'aspetto, forte e verde.


Si dice che ad un certo punto ci si arrende all'evidenza. E oggi l'evidenza è che viviamo in un paese parzialmente immobile, che riesce a muoversi solo per avvicinarsi un passo ancora verso la degradazione, diretto lentamente verso la decadenza. Ma l'evidenza è una sostanza che si forma dal contributo di tutti, dai piccoli passi della gente, dai moti d'orgoglio, dalle speranze ardite, dai sogni che odorano di lontano. L'evidenza la possiamo scuotere anche noi, semplici, piccoli, all'apparenza lievi tremori. Ed è per questo che non dobbiamo stare fermi, ma ci dobbiamo muovere, cercare nuove strade, nuove direzioni, dobbiamo creare ponti, sentieri incerti, percorsi poco ovvi. Ho coltivato il mio ottimismo con i tanti interessi, con la curiosità della lettura, il sorriso delle domande, e i nuovi dubbi delle risposte, ho protetto la pianticella nascente, con lo studio della strategia per ovviare alla mia profonda ignoranza. Ho costruito pezzo per pezzo, negli inverni gelati, la serra del porsi in modo diverso.


Ho una persona accanto fantastica che non si abbatte nelle difficoltà, e che ritrova inaspettatamente il sorriso anche se spesso non l'aiuto in modo diretto. E quando si è in due a coltivare, si sa che le spighe riescono più rigogliose, e la frutta matura prima.


Ma l'intento non era di autocelebrarsi, ma di invitare tutti a coltivare il proprio ottimismo, perché si sa, i semi viaggiano con il vento ed i terreni dei vicini, s'aprono ampi e fertili. La domanda a questo punto va posta come:

Non tutti hanno quello che ho io, oppure non tutti sanno guardarsi veramente attorno ?

Coltivare il proprio ottimismo significa voltarsi a scrutare l'intorno. Mutare lentamente il proprio sguardo nei rispetti di ciò che ci circonda. Tentare di cogliere la positività dalle cose che si hanno, posare una mano comprensiva sui difetti altrui, per poi potate i propri, prendersi cura delle situazioni che stentano a fiorire, concimare continuamente la terra quotidiana su cui si vive, annaffiare di nuove possibilità la propria esistenza. Coltivare il proprio ottimismo.

giovedì 26 agosto 2010

Scrivo qualche nota in merito all'Ipad, perché dopo averne pensato male, l'ho potuto vedere e provare nei bellissimi spazi Apple che un pò tutte le catene tecnologiche stanno mettendo su. Mi rimangono sentimenti contrastanti su questo COSO. E' un oggetto fantastico da avere tra le mani. E come dicono in tanti, ha una facilità ed ergonomia d'uso come pochi altri apparecchi. Mi sono fatto una bella partita a briscola e sembra proprio di maneggiare le carte, quasi a tirarle tronfio sul tavolo: "Tiè, beccati st'asso". Poi un giro con Google Maps, anch'esso sorprendente, ti muovi rapidamente trascinando il dito sullo schermo, fai lo zoom, e poi rimpicciolisci con il pizzico delle mani. Poi chiaramente ho sfogliato un libro e mi sono parzialmente ricreduto sul fatto che difficilmente riuscirei a leggere i libri in questa modalità elettronica. Lo sfogliare delle pagine è molto realistico, con tanto di forza di inerzia della pagina che gira; e la luminosità e grandezza dello schermo non costringe gli occhi a sforzarsi. Ma detto tutto questo, quando contento mi giro per guardarne il prezzo non posso proprio fare a meno di reputarlo estremamente esagerato, perché rimane nonostante tutto un COSO, bellissimo, ma pur sempre un COSO. Capisco anche la logica di marketing della Apple che al di là di tutto fa continui investimenti in ricerca ed innovazione e tira fuori COSI che poi diventano dispositivi con un nome, una nicchia, un segmento. Probabilmente non lo comprerò mai, ma continuerò ad usarlo sui tavoli nei negozi.

sabato 7 agosto 2010

Prospettive

Avremmo davvero bisogno, tutti, di prospettive, noi che siamo imbrigliati di illusione di libertà, e procediamo incanalati sempre dritto, arrugginiti nella capacità di girarci di lato

La montagna lettura

Sarà che ho sempre trovato lo scalare montagne, privilegio meraviglioso.
Quella fatica apparentemente inutile,
quel compagno silenzio e la sorella stanchezza,
ma uno sguardo rapito dallo stupirsi di paesaggi
che Dei illuminati hanno accumulato in picchi,
e quel traguardo vetta che apre in un unico intenso barlume, la mente mai sazia.