mercoledì 24 febbraio 2010

Scribacchiare giornalmente

Io credo, sinceramente credo, che non c'è miglior via per arrivare a scrivere sul serio che di scribacchiare giornalmente. Si deve tentar di portare a galla dall'imo del proprio essere, ogni giorno un suono, un accento, un residuo fossile o vegetale di qualche cosa che sia o non sia puro pensiero, che sia o non sia sentimento, ma bizzaria, rimpianto, un dolore, qualche cosa di sincero, anatomizzato, e tutto e non di più. Altrimenti facilmente si cade il giorno in cui si crede d'esser autorizzati di prender la penna, in luoghi comuni o si travia quel luogo proprio che non fu a sufficienza disaminato.
Italo Svevo

giovedì 11 febbraio 2010

Backup & Restore

Come dice il sempre mitico Joel Spolsky, nell'articolo Let’s stop talking about “backups" l'importante non è semplicemente fare backup, ma è fondamentale che fatte copie di salvataggio, si provi sempre la procedura di restore, per non scoprire troppo tardi che
manca qualche file indispensabile al recupero dei dati, che si sono perse configurazioni, perché all'interno di applicazioni non soggette al backup. Aggiungerei che occorre procedere periodicamente a fare backup e a restorare questi dati su altre macchine, perché tutta la procedura diventi un'attività di routine, veloce, pulita e sicura.

martedì 22 settembre 2009

Bambini

Come si potrebbe fare a dire ai bambini che tutto è assurdo ?
Che il loro spontaneo sorriso per la gioia di esserci, è destinato ad arrendersi alle difficoltà ?
Se c'è una cosa di importante che si può fare nella vita, è concedere ai propri simili,
alternative alle vie che non ci hanno condotto lontano,
e se per errore siamo fermi senza illusioni,
la cosa più grande che possiamo fare è infondere speranza ai nostri bambini.

martedì 1 settembre 2009

Guardare senza filtro

E se un giorno, per una strana tempesta di sole, tutti i supporti Dvd, pen drive, memory stick, hard disk....si cancellassero....e tutti gli occhi artificiali, telefoni, cam, digitali, satelliti...smettessero di funzionare.....si dovrebbe tornare a rivolgersi alla propria memoria, quella incerta che per parte davvero rammenta, ma un pò miscela con la fantasia, con odori non convinti, ma sottili e profondi....e si dovrebbe tornare a guardare dilatando le nostre vere pupille perché la luce dello sguardo più sincero che abbiamo ci innondi, della verità che è la nostra soggettività.

sabato 11 luglio 2009

Cappuccino e cornetto


Nonostante siamo nella patria del cappuccino non sempre noi autoctoni possiamo beneficiare di una tazza ben preparata.

Specialmente per quelli come me che sono costretti a frequentare mense o comunque bar aziendali, dove normalmente sono il caos e la fretta gli ingredienti usati per la sua preparazione, riuscirne a gustare uno ben fatto è una rarità. Spesso la tazza è bollente perché appena uscita dall'infernale (almeno come temperatura) lavastoviglie, il latte viene bollito all'istante e la schiuma non ha quei secondi preziosi per respirare e sorvoliamo sul caffé che si ostinano a lasciare che si trasformi in un'acquetta dal colore improbo.

Tutto ciò facilmente diventa evidente, quando un sabato qualsiasi si recupera la fortuna di passeggiare per le vie di uno dei quartieri che proprio centro non sono, ma che a questo fanno concorrenza come vivibilità, dopo aver sorpassato anticamente l'etichetta di periferia, e riuscendo nel tempo ad essersi sistemati al meglio.

Poniamo ad esempio che si stia a Piazza San Giovanni di Dio e dopo aver ritrovato l'allegria della confusione nel mercato di quartiere, si decida di infilarsi in una delle vie che partono in ogni direzione e ci si lasci tentare nel fermarsi al bancone di un bar per lo meno defilato. Qui è probabile che la tazza sarà lievemente calda e la schiuma addensatasi nel bricco verrà leggermente scossa con una battuta decisa di questo sul bancone e rilassata nella tazza con
un caffè appena gorgogliante in attesa. Se a ciò si riesce senza troppo pensarci ad accompagnarvi un cornetto semplice che seppur privo della sovradose di burro del cugino francese, in quanto a fragranza non teme rivali, allora sì, il piacere sarà assicurato.

giovedì 9 luglio 2009

L'anima morente

Il libro con cui proseguo questo periodo felice di proficua lettura è di Philip Roth che non so bene perché, incontro spesso sugli scaffali delle librerie. E' un libro abbastanza esplicito, che racconta di fisicità e rapporti carnali. Probabilmente un tentativo di fissare su carta sensazioni forti come quelle dell'incontro con un corpo che rimane impresso. Vorrei porre l'attenzione su questo, sul fatto che della donna di cui si parla si rimpiange il corpo, e poco si tratta dell'anima, e questo non mi scandalizza più di tanto, se si considera il libro un colloquio con il tempo che è passato, senza ipocrisia. Del resto l'anima è anche il succo vitale che si disperde, perché ciò che è, inesorabilmente invecchia, e ciò che è stato, ha un gusto vivo, ma amaro di rimpianto.

Libri comprati (luglio 2009):

  1. L'anima morente di Philip Roth
  2. Oltre il confine di Cormac McCarthy
  3. Le intermittenze della morte di José Saramago
  4. Preparazione atletica per il sub di Luca Bartoli
  5. Il nuovo Re - la guerra degli elfi di Herbie Brennan
Libri letti (luglio 2009):
  1. L'anima morente di Philip Roth
  2. Una vita da lettore di Nick Hornby
  3. Le intermittenze della morte di José Saramago
  4. (in lettura) Oltre il confine di Cormac McCarthy

lunedì 6 luglio 2009

La guerra degli Elfi


La guerra degli elfi di Herbie Brennan è un romanzo che ho trovato sugli scaffali della stanza dell'agriturismo Tevere Farfa dove abbiamo pernottato.

Data la mia particolare storia rispetto alla letteratura Fantasy, che ha avuto un'iniziazione di genere con Il Signore degli Anelli di John R. R. Tolkien, che in sé contiene un intero universo fantasy, per ora tutti gli altri libri, che ho tentato di leggere, a causa del confronto sono risultati al più un pò "banali". Non essendo comunque intenzionato a demordere, ogni tanto mi avventuro nella ricerca, che chissà un giorno mi possa proporre intense emozioni simili a quelle provate durante la lettura del volumone di Tolkien.

Dicevo che ho iniziato la lettura di questo libro, all'agriturismo, nei ritagli di tempo, ad esempio quelli precedenti il sonno. Non avendolo potuto terminare è rimasto lì sospeso per qualche tempo. Successivamente i primi di giugno al solito Approdo alla Lettura, stand librario sul pontile di Ostia, ho rivisto il libro e ho deciso di comprarlo per finirlo.

Ancora una volta, anche se il libro non mi è dispiaciuto totalmente, ravviso quasi un'inconsistenza del mondo che si cerca di creare. Le vicende accadono troppo facilmente, ed è come se eserciti di personaggi si muovano troppo velocemente sul campo di battaglia, senza ordini ben precisi. E' vero si, che lo spazio a disposizione è quello che è, ma perché tutto mi risulta così impalpabile ?
Dato che ho imparato a cambiare i miei giudizi, che piuttosto frequentemente risultano affrettati, su innumerevoli questioni, in questo caso voglio proseguire la lettura, dato che Brennan ha scritto altri 3 capitoli della storia.

Lo scrittore irlandese, poi, ha un curriculum di scrittore, se non altro a livello di quantità, non indifferente.

Un ultima nota di confronto, questa volta con Harry Potter, che cito probabilmente a sproposito, ma se non altro, molti nomi (tradotti) nella Guerra degli Elfi, me lo hanno ricordato. Ebbene, il primo libro, Harry Potter e la pietra filosofale, letto velocemente e con gusto, mi aveva, a suo tempo, folgorato, e non vedevo l'ora di proseguire. Per i prossimi capitoli della guerra degli Elfi, non c'è poi tutta questa fretta.